La Spagna punta sul vento

La crisi economica in Spagna è forte. Uno su tutti il fuel poverty, ovvero la situazione di povertà energetica nella quale si trova oltre il 10% degli spagnoli. Complice la disoccupazione e i continui aumenti del prezzo dell’energia molte famiglie si trovano oggi in difficoltà e chi ha ancora qualche soldo da parte sta passando a fonti rinnovabili per ridurre l’impatto dell’energia sulle proprie tasche.

Dal punto di vista energetico, la penisola iberica è caratterizzata da un consumo maggioritario di prodotti petroliferi che vengono acquistati prevalentemente dall’estero. A questo va aggiunto che il sistema industriale spagnolo è ad elevata intensità energetica. Questi due fattori hanno portato Madrid a subire una forte dipendenza energetica e quindi a subire i rialzi di prezzo del mercato internazionale. Per far fronte a questo problema, dal 2005, le politiche energetiche spagnole hanno favorito una maggiore penetrazione delle energie rinnovabili nella copertura della domanda domestica, il tutto per giungere ad un maggior grado di autosufficienza energetica.

Alla fine del 2012, infatti, le rinnovabili in Spagna coprivano circa il 30% del fabbisogno energetico del Paese, risultato positivo che fa ben sperare per il futuro del settore. Questo brillante risultato è stato raggiunto principalmente grazie al settore solare fotovoltaico, quello idroelettrico e a quello eolico. In Spagna l’eolico sta conquistando ogni giorno un nuovo primato, fino a diventare la prima tecnologia del sistema elettrico iberico.

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